Revenge porn: l’ingiustizia di essere vittima due volte

Giorni fa una maestra d’asilo di Torino è stata licenziata perché il suo ex fidanzato aveva condiviso su WhatsApp foto e video intimi di lei, registrati durante i mesi di relazione. In un primo momento, le foto ed i video erano stati condivisi all’interno di una stanza WhatsApp dove erano presenti gli amici di calcetto. Tra questi amici c’era il marito della madre di un alunno della maestra. Da lì breve, tutti gli altri genitori venivano a conoscenza del materiale erotico e si rivolgevano all’istituto scolastico, ottenendo il licenziamento dell’insegnante. La quale, giustamente, si è sentita vittima due volte, prima del reato di revenge porn e poi dell’ingiusto licenziamento. Nel momento in cui scriviamo, diversi personaggi pubblici si sono schierati a favore della donna e hanno denunciato quest’ingiustizia, chiedendo non solo la riabilitazione dell’insegnante ma, soprattutto, una punizione per l’artefice del reato di “revenge porn”. Abbiamo avuto l’occasione di contattare l’attrice ed attivista Lodovica Mairè Rogati, molto attiva nelle iniziative di lotta alla violenza sulle donne. Già in passato, Lodovica si era espressa sia sui delicati rapporti tra internet e diritti delle donne sia sulla nuova legge “Codice Rosso” che contrasta il fenomeno cosiddetto “revenge porn” (clicca qui per leggere l’intervista).
La notizia non la fa il rapporto intimo tra i due protagonisti della vicenda ma il fatto che ancora una volta, l’ennesima, la vittima di questa vigliacca vendetta si ritrovi a subire un ulteriore abuso a causa dell’ignoranza della gente comune e della societá in generale. In merito alla vicenda abbiamo voluto ascoltare l’opinione di un noto personaggio pubblico che da un decennio si batte in prima linea contro la violenza sulle donne con la sua Associazione no profit “IO NON CI STO”, l’attrice ed attivista Lodovica Mairè Rogati. “Nel ventunesimo secolo ancora si giudica una donna per le sue esperienze sessuali. Esperienze che non devono in alcun modo essere affare di nessuno e né tanto meno un metro di giudizio per qualificare un individuo, uomo o donna che sia.” Queste le sue prime parole.

Perché secondo te ancora oggi si continua ad avere un atteggiamento così chiuso e limitato quando si parla di sesso al femminile? “Perché viviamo in un mondo e soprattutto in un Paese di ipocriti. L’Italia è maestra in questo. Finti perbenisti che nascondono torbide verità e pericolose repressioni. Provo un profondo disprezzo per tutti coloro che si permettono di puntare il dito contro una donna che diventa vittima dei ricatti di un uomo indegno e di tutto il suo entourage. Mogli e fidanzate comprese. E loro sono le peggiori, mosse solo da perfida invidia!” 

Come hai accolto la notizia dell’allontanamento di questa maestra vittima di revenge porn sia dalla sua scuola dove insegnava che dalla stessa comunità? “L’ho accolta con rabbia e sconforto. Ci illudiamo di aver creato un mondo paritario senza distinzione di genere ma non è così. Sono vicina a questa maestra e nessuno la capisce meglio di me. Ho subìto in prima persona le diffamazioni e calunnie della gente comune ed ignorante e so bene quanto a volte possa ferire profondamente. Ma bisogna essere forti e non far vincere l’ignoranza di questi vermi. È ció che dico sempre alle donne che mi contattano attraverso la mia Associazione; di essere coraggiose e non mollare. E soprattutto di fregarsene del giudizio del prossimo. Solo noi sappiamo chi siamo veramente nel nostro cuore, noi e chi ci vuole bene. Gli estranei non contano e bisogna imparare ad essere più grintose ignorando la cattiveria che gli altri ci riversano addosso. Certo peró non bisogna permettere che i responsabili di tali atti criminosi la passino liscia e quindi è giusto denunciare sempre e far valere i propri diritti!