Ricorsi per i test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia 2020

Il test di ammissione, per il numero chiuso Medicina, ha coinvolto circa 66 mila studenti. Ci ha pensato il team legale Consulcesi a vigilare sullo svolgimento delle prove e sulla tutela dei diritti degli aspiranti camici bianchi. Tuttavia, visto il permanere del numero chiuso, solo uno studente su cinque è riuscito a realizzare il sogno. Visto anche il particolare momento storico attraversato dal paese a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria da COVID-19, il team Consulcesi è stato al fianco degli studenti, per segnalare eventuali irregolarità nel corso dell’esame e fornire adeguato supporto per il rimborso medici medicina generale. Infatti, proprio il team legale Consulcesi, da anni punto di riferimento e supporto per camici bianchi e per l’intero personale socio-sanitario, ha affermato: “Già nelle scorse edizioni abbiamo calcolato circa 18mila potenziali ricorsi degli studenti”. Cifra che ha conosciuto un importante incremento quest’anno, anche alla luce della “confusione generata a causa delle novità introdotte con le regole anti Covid“. 

Proprio per questo motivo, il team Consulcesi ha vigilato sullo svolgimento delle prove nei diversi atenei d’Italia, grazie all’organizzazione di flash-mob, con la presenza di “supereroi” vestiti da medici presso l’Università La Sapienza di Roma. In particolare, il flash-mob è stato accompagnato dallo slogan “Ogni medico è un supereroe”, con i cosplayer che si sono cimentati in autentici “salti mortali” per entrare negli istituti dove si sono tenute le prove, per correre in aiuto agli aspiranti camici bianchi e distribuire kit di sicurezza anti Covid-19, corredati di mascherina e gel igienizzante. Pertanto, il team legale Consulcesi, attraverso il presidente Massimo Tortorella, ha messo in campo tutto il suo impegno “perché la Laurea alla Facoltà di Medicina rimanga, come sempre, un traguardo d’eccellenza nell’esperienza curricolare dei giovani medici”. 

Tuttavia, l’attenzione del team legale Consulcesi non è rivolta unicamente al sostegno e al supporto degli aspiranti camici bianchi, ma anche alla categoria dei medici in attività e dei professionisti nel settore della sanità in caso di contenziosi e problemi legati al lavoro. Infatti, migliaia di medici e molti componenti tra gli operatori socio-sanitari, nonostante la disponibilità ed i sacrifici mostrati quotidianamente e, in particolare nel corso della pandemia, sono attualmente oggetto di numerose denunce da parte di pazienti e familiari. Secondo le stime tenute in considerazione dal procuratore aggiunto di Roma, si è registrato un importante incremento per le denunce su presunta responsabilità medica per aver contratto il Covid-19. I primi processi penali nei confronti dei medici e del personale socio-sanitario sono già in corso, mentre il tanto agognato “scudo” come difesa dell’intera categoria è rimasto in sospeso. Proprio per questo motivo, il team legale Consulcesi & Partners ha avviato una task force Covid per rappresentare e tutelare nel modo più adeguato le istanze e le questioni dell’intera categoria dei professionisti sanitari. Questi ultimi, infatti, già sottoposti ad una prova pesante in seguito alla pandemia, rischiano di trovarsi nelle aule di Giustizia, chiamati a difendersi dalle denunce in arrivo da parte dei parenti dei pazienti. Infatti, Consulcesi ha sottolineato come, già prima dello scoppio della pandemia, medici e professionisti del settore socio-sanitario fossero vittime di almeno una denuncia al giorno. Seppur 8 casi su 10 si risolvano con un nulla di fatto, si concretizza comunque un grande dispendio economico e di energie per le persone interessate.