Giochi Free-To-Play ecco i loro trucchi psicologici per farci pagare

Se c’è qualcosa che si può allegramente notare al giorno d’oggi, è la presenza di giochi che non costano assolutamente nulla…di regola. Non parliamo dello stile di quei giochi che uscivano anni fa, con interi episodi completi da giocare: parliamo dei giochi F2P – o altrimenti meglio conosciuti come titoli Free To Play. Il titolo lo dice chiaro è tondo: è gratuito giocarci! Allora, dov’è il problema?

Il fatto è che il sistema F2P ha sempre qualche tipo di trucco. In genere gli sviluppatori e chi ha pubblicato il gioco ha comunque bisogno di guadagnare qualcosa, per questo bisogna creare qualche strategia in merito. Alcuni inseriscono semplicemente delle limitazioni al gioco, chiedendone poi lo sblocco completo, ma alcuni si basano invece su un sistema che richiede un accesso continuato e l’acquisto di varie risorse virtuali che alla fine dei conti può costare anche al di sopra di 500 euro annuali. Un po’ come una febbre del gioco.

Analizziamo dunque un paio dei trucchi più famosi e cosa si può fare per evitare di cascarci:

  • La leva sul desiderio di non perdere qualcosa

Alcuni giochi F2P utilizzano una semplice ma particolare meccanica: è possibile ricevere un bonus quotidiano, e questo scala in quantità per ogni volta che lo riceviamo. Manchiamo nel gioco per un giorno intero? Tutto il bonus viene riportato alla quantità minima. E’ una meccanica che è nata dai tempi di Facebook e ovviamente, è finita anche nei giochi di questo genere. E’ nella nostra normale natura umana evitare di voler perdere qualcosa, anche quando richiede così “poco impegno” da parte nostra. A volte questi bonus richiedono una partita, o anche un minimo di tempo di gioco investito giornalmente, per poterlo ottenere. Questo è un punto d’entrata per altri trucchi che possono definitivamente spingerci a spendere.

Come si può combattere questo trucco psicologico? Basta essere razionali in ciò che si fa nel gioco. Se si ha il tempo libero per farlo, senza diventare un ossessione, può anche andar bene. Ovviamente ciò non deve tradursi in qualcosa che compromette le abitudini di vita propria, al livello lavorativo o sociale, così come non deve per forza tradursi in un investimento nel gioco. In poche parole: accettate ciò che è gratuito, ma non sentitevi obbligati a ripetere il gesto.

  • Scarsità artificiale

Se qualcosa è raro, automaticamente lo desideriamo, specialmente quando viene messo in mostra insieme a vari effetti grafici o comunque vari valori estetici. E’ normale, e questo viene sfruttato tantissimo nei giochi F2P. Gli oggetti rari sono spesso relazionati ai “Loot boxes” ovvero degli oggetti che richiedono un piccolo investimento in denaro per vederne il contenuto. Letteralmente dei gratta e vinci virtuali.

Come si può combattere questo trucco psicologico? Specialmente quando si parla di solo desiderio estetico, non ne vale la pena. Se si possono ottenere questi oggetti investendo tempo nel gioco, d’accordo, altrimenti cadere in questo trucchetto è decisamente sconsigliato. Se l’oggetto porta dei vantaggi esagerati, il gioco è un Pay-To-Win e forse ne vale proprio la pena cambiare titolo.

  • Avanzamento artificiale

Concludiamo infine con il più semplice, ma comunque efficace, trucchetto psicologico. L’avanzamento artificiale riguarda livelli o “set” di oggetti da completare. Come questi vengono completati, si ottiene un risultato che si può tradurre in altri oggetti. Questo si traduce naturalmente in un incoraggiamento a giocare di più.

Come si può combattere questo trucco psicologico? In realtà, non serve molto combatterlo. Basta sempre avere il buon senso di non investire troppo tempo che può risultare invece utile in altri campi della vita propria.

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